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LA NOSTRA STORIA

I vent’anni di Baglio di Pianetto, un’avventura siciliana.

I primi vent’anni di Baglio di Pianetto raccontano la storia di una grande ricerca che ha trovato il suo tesoro. A Santa Cristina Gela e nella Val di Noto, infatti, il Conte Paolo Marzotto è riuscito a realizzare infatti dei vini capaci di esaltare due terroir siciliani, diversi e unici, attraverso il savoir faire dei grandi chateaux francesi: una produzione vinicola di alto spessore che ha incontrato il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.

È la consapevolezza della propria storia a mantenere saldo il legame di Baglio di Pianetto coi suoi territori d’elezione, la campagna di Palermo e la Val di Noto, espressione autentica di due terroir opposti eppure funzionali a un disegno di qualità, perché appunto complementari. La produzione ecosostenibile di Baglio di Pianetto, confermata e rafforzata dalla conversione al biologico dell’intero patrimonio agricolo (circa 160 ha), è anche espressione dell’attenzione verso le richieste di appassionati che vogliono conoscere ciò che acquistano e bevono.

Una cura nei confronti dei consumatori che, sempre più variegati e diffusi per il mondo, è stata premiata in modo trasversale. Il 50% delle bottiglie prodotte da Baglio di Pianetto, infatti, viene esportato fuori dall’Italia: Stati Uniti, Giappone, Germania, Belgio, Svizzera, Russia, Francia, Norvegia, Repubblica Ceca, Canada e altri paesi in fase di consolidamento sono, in questo senso, i principali mercati di riferimento.

I vent’anni di Baglio di Pianetto, un’avventura siciliana.

Più di venti anni sono trascorsi dalla fondazione di Baglio di Pianetto: si raccontano con le vendemmie, col vino, con la maturità produttiva raggiunta in vigna e il cui fine è – sempre – una produzione vinicola di alto spessore, dove esiste e si realizza un equilibrio tra tradizione e innovazione.

Questa particolare armonia passa inevitabilmente per il rispetto dell’integrità di materie prime d’eccellenza, in un quadro parallelo di ottimizzazione delle risorse naturali che quei territori – diversi e opposti – esprimono carattere. Un processo all’insegna dell’avanguardia tecnologica che, però, non dimentica come il vino nasca e si sviluppi in vigna, non in cantina.

Il 50% delle bottiglie prodotte da Baglio di Pianetto è destinato all'estero.

È la consapevolezza della propria storia a mantenere saldo il legame di Baglio di Pianetto coi suoi territori d’elezione, la campagna di Palermo e la Val di Noto, espressione autentica di due terroir opposti eppure funzionali a un disegno di qualità, perché appunto complementari. La produzione ecosostenibile di Baglio di Pianetto, confermata e rafforzata dalla conversione al biologico dell’intero patrimonio agricolo (circa 160 ha), è anche espressione dell’attenzione verso le richieste di appassionati che vogliono conoscere ciò che acquistano e bevono.

Una cura nei confronti dei consumatori che, sempre più variegati e diffusi per il mondo, è stata premiata in modo trasversale. Il 50% delle bottiglie prodotte da Baglio di Pianetto, infatti, viene esportato fuori dall’Italia: Stati Uniti, Giappone, Germania, Belgio, Svizzera, Russia, Francia, Norvegia, Repubblica Ceca, Canada e altri paesi in fase di consolidamento sono, in questo senso, i principali mercati di riferimento.

LA FAMIGLIA

IL CONTE PAOLO MARZOTTO

Molti anni fa, un bambino (che ancora non sapeva cosa o chi sarebbe diventato) chiese alla madre di comprargli una bottiglia di vino. Si trovavano in Sicilia, in viaggio, e lei  gli rispose che era ancora troppo piccolo. Lui però insistette e la madre, alla fine, gliela regalò, a patto che per aprirla aspettasse i diciassette anni.

Raggiunta quell’età, quel bambino, ormai diventato un ragazzo, aprì finalmente la bottiglia: ma il vino era in parte evaporato. Il Conte Paolo Marzotto non riuscì mai a bere quel vino atteso tanto a lungo, ma fu proprio questa particolare scoperta a catturare il suo immaginario e la sua attenzione.  Il Conte, così, intraprese la sua prima ricerca per capire dove tutto aveva avuto origine, capire cioè come si facesse il vino.

DSCN4150c

Una ricerca che si è rivelata lunga e di successo, e che è passata attraverso Veneto, Toscana, Alto Adige, Lombardia, fino a ricongiungersi nel ’97 con la Sicilia, a Baglio di Pianetto, nella campagna di Palermo, che con le sue colline, il verde, le rocce affioranti e la ricchezza d’acqua ricorda una “piccola Svizzera”.

Qui, si è armoniosamente realizzato il desiderio del Conte Paolo di produrre dei vini che esaltassero l’unicità di questo particolare terroir attraverso il savoir faire di grandi chateaux francesi, così come il vigneto di Tenuta Baroni, acquisito nel ’98 tra Noto e Pachino, è diventato espressione dell’autoctono Nero d’Avola (il Cembali), che il Conte, grazie all’inusuale morbidezza ed eleganza, considera uno dei suoi vini migliori. Desideri e idee che sono diventati realtà solo grazie all’amore per la Sicilia e alla passione per il vino, un amore supportato da scelte innovative e coraggiose, e che si rinnova oggi nelle seconde e terze generazioni che affiancano nel lavoro il fondatore, a testimonianza dello storico impegno imprenditoriale della famiglia Marzotto.

LA FAMIGLIA

IL CONTE PAOLO MARZOTTO

Molti anni fa, un bambino (che ancora non sapeva cosa o chi sarebbe diventato) chiese alla madre di comprargli una bottiglia di vino. Si trovavano in Sicilia, in viaggio, e lei  gli rispose che era ancora troppo piccolo. Lui però insistette e la madre, alla fine, gliela regalò, a patto che per aprirla aspettasse i diciassette anni.

Raggiunta quell’età, quel bambino, ormai diventato un ragazzo, aprì finalmente la bottiglia: ma il vino era in parte evaporato. Il Conte Paolo Marzotto non riuscì mai a bere quel vino atteso tanto a lungo, ma fu proprio questa particolare scoperta a catturare il suo immaginario e la sua attenzione.

Il Conte, così, intraprese la sua prima ricerca per capire dove tutto aveva avuto origine, capire cioè come si facesse il vino.

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Una ricerca che si è rivelata lunga e di successo, e che è passata attraverso Veneto, Toscana, Alto Adige, Lombardia, fino a ricongiungersi nel ’97 con la Sicilia, a Baglio di Pianetto, nella campagna di Palermo, che con le sue colline, il verde, le rocce affioranti e la ricchezza d’acqua ricorda una “piccola Svizzera”.

Qui, si è armoniosamente realizzato il desiderio del Conte Paolo di produrre dei vini che esaltassero l’unicità di questo particolare terroir attraverso il savoir faire di grandi chateaux francesi, così come il vigneto di Tenuta Baroni, acquisito nel ’98 tra Noto e Pachino, è diventato espressione dell’autoctono Nero d’Avola (il Cembali), che il Conte, grazie all’inusuale morbidezza ed eleganza, considera uno dei suoi vini migliori.

Desideri e idee che sono diventati realtà solo grazie all’amore per la Sicilia e alla passione per il vino, un amore supportato da scelte innovative e coraggiose, e che si rinnova oggi nelle seconde e terze generazioni che affiancano nel lavoro il fondatore, a testimonianza dello storico impegno imprenditoriale della famiglia Marzotto.

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